Iperammortamento 2026: Aliquote, Beni e Scadenze | VBR Group
Ex Transizione 4.0 / 5.0

Iperammortamento 2026: la nuova maggiorazione fiscale per i beni strumentali 4.0

Dal 1° gennaio 2026 il credito d’imposta Transizione 4.0 e Transizione 5.0 è sostituito dall’Iperammortamento: maggiorazioni fino al 180% del costo dei beni strumentali nuovi, gestite tramite la piattaforma GSE. VBR Group ti segue dalla verifica dei requisiti alla comunicazione di completamento.

Legge 199/2025, art. 1 commi 427-436 Investimenti 1 gen 2026 – 30 set 2028 Aggiornato al 22 settembre 2026
Team di consulenti e tecnico VBR Group in uno stabilimento industriale con bracci robotici, a rappresentare la consulenza Iperammortamento 2026 su beni strumentali 4.0
Revisione Tecnica e Normativa
Team Ingegneristico & Divisione Finanza Agevolata – VBR Group

Specialisti in pratiche di interconnessione 4.0, perizie tecniche e diagnosi energetiche aziendali.

Il quadro normativo

Cos’è l’Iperammortamento 2026 e perché sostituisce Transizione 4.0/5.0

L’Iperammortamento 2026 è la nuova misura agevolativa introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 (Legge 30 dicembre 2025, n. 199, art. 1 commi da 427 a 436) per sostenere gli investimenti delle imprese italiane in beni strumentali funzionali alla trasformazione tecnologica, digitale ed energetica. Dal 1° gennaio 2026 sostituisce integralmente il credito d’imposta Transizione 4.0 e il credito d’imposta Transizione 5.0, che erano stati la principale leva fiscale per gli investimenti in Industria 4.0 tra il 2020 e il 2025.

Il cambiamento non è solo terminologico. Il vecchio credito d’imposta si compensava direttamente in F24, riducendo i versamenti fiscali e contributivi dell’impresa. L’Iperammortamento, invece, torna al meccanismo già utilizzato nella prima fase di Industria 4.0 (2017-2019): non è un credito spendibile, ma una maggiorazione del costo fiscale del bene che si acquista. Questo costo maggiorato aumenta le quote di ammortamento deducibili (o i canoni di leasing) lungo la vita utile del bene, generando un risparmio fiscale spalmato su più esercizi anziché un beneficio immediato e compensabile.

La misura è gestita, per la parte di verifica e monitoraggio, dal GSE – Gestore dei Servizi Energetici su indirizzo del MIMIT – Ministero delle Imprese e del Made in Italy, attraverso la piattaforma telematica NPTR5 (Nuovo Piano Transizione 5.0), in continuità operativa con l’infrastruttura già usata per Transizione 5.0 nel biennio 2024-2025.

A chi si rivolge l’agevolazione

Tutte le imprese residenti in Italia (e le stabili organizzazioni di soggetti non residenti), indipendentemente da forma giuridica, settore economico, dimensione e regime fiscale, che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi tra il 1° gennaio 2026 e il 30 settembre 2028.

Fonte normativa primaria: Gazzetta Ufficiale – Legge 30 dicembre 2025, n. 199 · Pagina istituzionale di riferimento: MIMIT – Nuovo Piano Transizione 5.0 – Iperammortamento.

Confronto normativo

Cosa cambia rispetto al vecchio credito d’imposta

Le differenze operative tra Transizione 4.0/5.0 (2020-2025) e il nuovo Iperammortamento (2026-2028) incidono su meccanismo, requisiti e tempistiche di fruizione del beneficio.

AspettoTransizione 4.0 / 5.0 (2020-2025)Iperammortamento 2026 (dal 2026)
MeccanismoCredito d’imposta compensabile in F24Maggiorazione del costo fiscale del bene
AliquoteDal 5% al 45% a seconda del bene e della misura180% / 100% / 50% per scaglioni
Riduzione consumo energeticoObbligatoria per Transizione 5.0 (almeno 3%)Non richiesta per i beni di trasformazione digitale
Fruizione del beneficioImmediata, in compensazioneDistribuita sulla vita utile del bene (quote di ammortamento)
GestioneGSE (Transizione 5.0) / Agenzia Entrate (Transizione 4.0)GSE, piattaforma unica NPTR5
Requisito Made in EUNon previstoEliminato, salvo moduli fotovoltaici

Elaborazione VBR Group su dati MIMIT e testo di legge pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Le maggiorazioni

A quanto ammonta la maggiorazione fiscale?

L’aliquota di maggiorazione del costo di acquisizione varia in modo decrescente a seconda dello scaglione di investimento raggiunto dall’impresa nel periodo agevolabile.

Scaglione di investimentoMaggiorazione costo fiscaleEffetto pratico
Fino a 2,5 milioni di euro+180%Un bene da 100.000 € genera una base ammortizzabile fiscale di 280.000 €
Da 2,5 a 10 milioni di euro+100%Sulla quota eccedente, il costo fiscale raddoppia
Da 10 a 20 milioni di euro+50%Sulla quota eccedente, maggiorazione del 50% del costo

Le tre aliquote si applicano in modo progressivo, non alternativo: un investimento di 5 milioni di euro beneficia del 180% sui primi 2,5 milioni e del 100% sui restanti 2,5 milioni, esattamente come avviene per gli scaglioni IRPEF. Non è previsto, ad oggi, alcun tetto massimo di spesa complessivo a livello di misura né un meccanismo a click day: l’accesso è regolato esclusivamente dal rispetto delle scadenze di comunicazione alla piattaforma GSE.

Aliquote confermate da fonti istituzionali: MIMIT e documentazione operativa GSE – Nuovo Piano Transizione 5.0.

Caso di studio numerico

Esempio pratico di calcolo del risparmio fiscale

Ipotizziamo una PMI manifatturiera che acquista un centro di lavoro a controllo numerico nuovo e interconnesso, per un costo di 1.000.000 €. L’investimento rientra interamente nel primo scaglione (fino a 2,5 milioni di euro), quindi beneficia della maggiorazione del 180%.

PassaggioCalcoloImporto
1. Costo storico del benePrezzo di acquisto del macchinario1.000.000 €
2. Maggiorazione Iperammortamento1.000.000 € × 180%1.800.000 €
3. Costo fiscale complessivo1.000.000 € + 1.800.000 €2.800.000 €
4. Quota di ammortamento annua (ipotesi 20%/anno, 5 anni)Senza misura: 1.000.000 € × 20% / Con misura: 2.800.000 € × 20%200.000 € → 560.000 €
5. Maggiore deduzione annua560.000 € – 200.000 €360.000 €/anno
6. Risparmio IRES annuo (aliquota 24%)360.000 € × 24%86.400 €/anno
7. Risparmio IRES complessivo (5 anni)86.400 € × 5 anni432.000 €

Come leggere il risultato

Sull’investimento di 1.000.000 € l’impresa recupera, in 5 anni, circa 432.000 € di minori imposte IRES rispetto a un acquisto identico privo di agevolazione: un risparmio pari a circa il 43% del costo del bene, distribuito lungo il piano di ammortamento anziché immediato.

Esempio illustrativo con finalità divulgativa: l’aliquota di ammortamento fiscale effettiva dipende dalla natura del bene e dai coefficienti ministeriali applicabili (D.M. 31/12/1988), mentre il risparmio d’imposta reale varia in base al regime fiscale dell’impresa (IRES, IRPEF o regimi forfetari) e alla sua aliquota marginale. Il beneficio matura solo dopo la comunicazione di completamento al GSE. Verifica sempre il calcolo puntuale con il tuo commercialista o con il team VBR Group.

Ambito oggettivo

Quali beni rientrano nell’agevolazione

L’Iperammortamento 2026 copre due categorie distinte di investimento, ciascuna con proprie regole di ammissibilità.

Macchine utensili e robotica

Macchine e impianti a controllo numerico, robot e cobot interconnessi, isole e linee di produzione integrate (Allegato IV, L. 199/2025).

Sistemi di visione e sensoristica

Sistemi di monitoraggio in continuo, sensori IoT, dispositivi per la tracciabilità e la qualità in tempo reale.

Sicurezza e cybersecurity

Dispositivi per l’interazione uomo-macchina in sicurezza e soluzioni di cybersecurity per gli impianti connessi.

Additive manufacturing

Sistemi di stampa 3D e manifattura additiva integrati nel ciclo produttivo aziendale.

Software e piattaforme gestionali

Software per la gestione della produzione, MES, ERP evoluti, soluzioni cloud e AI a supporto dei processi (Allegato V).

Autoproduzione rinnovabile

Impianti fotovoltaici (moduli con efficienza minima 23,5%, prodotti in UE) e sistemi di accumulo per l’autoconsumo, capacità fino al 105% del fabbisogno medio annuo.

Il requisito tecnico trasversale, ereditato dalla precedente disciplina Industria 4.0, resta l’interconnessione: i beni materiali e immateriali devono essere collegati al sistema di gestione della produzione o alla rete di fornitura dell’impresa, in modo da scambiare informazioni in automatico con altri sistemi interni o esterni. È questo requisito, insieme alla perizia tecnica, a distinguere un investimento realmente agevolabile da un semplice acquisto di macchinario tradizionale.

Requisiti soggettivi

Beneficiari ammessi ed esclusioni

Possono accedere all’Iperammortamento 2026 tutte le imprese residenti in Italia e le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, a prescindere dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime di determinazione del reddito. Non è richiesto alcun requisito dimensionale minimo: la misura è accessibile tanto alla micro impresa artigiana quanto alla grande azienda manifatturiera.

CondizioneEffetto sull’accesso alla misura
Impresa in liquidazione volontariaEsclusa
Impresa in fallimento o liquidazione giudizialeEsclusa
Concordato preventivo senza continuità aziendaleEsclusa
Altre procedure concorsuali equivalentiEsclusa
Sanzioni interdittive ex D.Lgs. 231/2001Esclusa per il periodo di durata della sanzione
PMI, grandi imprese, liberi professionisti in forma d’impresaAmmessi, senza limiti dimensionali
La procedura GSE

Come funziona l’accesso: le tre comunicazioni alla piattaforma NPTR5

L’accesso all’Iperammortamento richiede tre passaggi telematici obbligatori tramite l’Area Clienti GSE, autenticata con SPID.

Comunicazione preventiva

L’impresa prenota l’agevolazione descrivendo il progetto di investimento e la stima dei costi sulla piattaforma NPTR5 del GSE.

Piattaforma attiva dal 12 giugno 2026

Comunicazione di conferma

Entro 60 giorni dall’esito positivo della comunicazione preventiva, l’impresa conferma l’investimento dimostrando un acconto versato pari ad almeno il 20% del costo.

Canale operativo dal 21 luglio 2026

Comunicazione di completamento

A investimento ultimato e bene entrato in funzione, l’impresa trasmette la comunicazione finale corredata di perizia tecnica e certificazione contabile. Da questo momento la maggiorazione diventa effettivamente fruibile.

Termine massimo: 15 novembre 2028

Procedura descritta nella documentazione operativa ufficiale: GSE – Guida piattaforma NPTR5.

Documentazione obbligatoria

Perizia, certificazione e adempimenti

A differenza di quanto avveniva in passato per gli investimenti di importo contenuto, per l’Iperammortamento 2026 la perizia tecnica asseverata è obbligatoria indipendentemente dal valore del bene. Deve essere redatta da un ingegnere o da un perito industriale iscritto al relativo albo professionale, oppure da un ente di certificazione accreditato, e deve attestare la rispondenza del bene alle caratteristiche tecniche richieste e l’effettiva interconnessione al sistema aziendale.

A questa si affianca la certificazione contabile, rilasciata da un revisore legale iscritto al relativo registro, che attesta l’effettivo sostenimento delle spese e la corretta imputazione temporale dei costi. Sono inoltre previste comunicazioni periodiche di monitoraggio, in genere a cadenza annuale (indicativamente dal 20 gennaio) e una comunicazione relativa al piano di ammortamento (indicativamente dal 30 giugno), i cui termini esatti sono definiti nei decreti direttoriali GSE.

Perizia tecnica asseverata

Obbligatoria per qualsiasi valore del bene, redatta da tecnico abilitato o ente accreditato.

Certificazione contabile

Rilasciata da revisore legale iscritto al registro, attesta le spese effettivamente sostenute.

Comunicazioni annuali

Monitoraggio e piano di ammortamento da trasmettere al GSE secondo le scadenze del decreto attuativo.
Regole di cumulo

L’Iperammortamento è cumulabile con altre agevolazioni?

L’Iperammortamento 2026 è in linea di principio cumulabile con altre agevolazioni nazionali ed europee riferite agli stessi costi, a condizione che il cumulo non porti al superamento del costo effettivamente sostenuto dall’impresa e che le diverse misure non finanzino le medesime quote di spesa. Fa eccezione il credito d’imposta di cui all’art. 1, comma 446, della Legge 207/2024 (Legge di Bilancio 2025), che non è cumulabile con l’Iperammortamento sul medesimo investimento: l’impresa deve quindi scegliere, per ciascun bene, quale delle due misure applicare.

Perché conviene una verifica preventiva

Valutare in anticipo quale misura applicare a ciascun investimento, ed evitare sovrapposizioni non ammesse, è un’attività tecnica che richiede competenze fiscali e ingegneristiche congiunte: un errore di cumulo emerso in sede di controllo GSE o Agenzia delle Entrate comporta la revoca del beneficio.

Perché affidarsi a VBR Group

Un partner tecnico per l’Iperammortamento 2026

VBR Group affianca le imprese nella verifica dei requisiti, nella redazione della documentazione tecnica e nella gestione delle comunicazioni GSE, con un approccio multidisciplinare che unisce competenze fiscali, ingegneristiche e normative.

Analisi di ammissibilità

Verifichiamo requisiti soggettivi, natura dei beni e scaglioni di investimento applicabili prima di avviare la pratica.

Perizia e documentazione tecnica

Supportiamo la redazione della perizia asseverata e la raccolta della documentazione richiesta dalla piattaforma NPTR5.

Gestione comunicazioni GSE

Seguiamo le tre comunicazioni telematiche (preventiva, conferma, completamento) rispettando le scadenze di legge.

Analisi di cumulabilità

Valutiamo insieme al tuo commercialista quale misura applicare a ciascun investimento per evitare sovrapposizioni non ammesse.

Azienda certificata ISO

Operiamo con sistemi di gestione certificati, tre sedi operative e consulenti dedicati agli incentivi per l’innovazione.

Accessibilità diretta

Rispondiamo per telefono, non con ticket anonimi: un referente segue la pratica dall’inizio alla comunicazione di completamento.
Domande frequenti

Le domande più frequenti sull’Iperammortamento 2026

Le risposte alle domande che riceviamo più spesso da imprenditori e responsabili acquisti su questa misura.

Cos’è esattamente l’Iperammortamento 2026?

È la misura, introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025, art. 1 commi 427-436), che sostituisce i crediti d’imposta Transizione 4.0 e 5.0 con una maggiorazione del costo fiscale dei beni strumentali nuovi, valida per gli investimenti dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.

Qual è la differenza principale con il vecchio credito d’imposta?

Il credito d’imposta si compensava in F24, con beneficio immediato. L’Iperammortamento aumenta il costo fiscale del bene: il vantaggio si traduce in maggiori quote di ammortamento deducibili, distribuite sulla vita utile del bene anziché fruite subito.

Quali sono le aliquote di maggiorazione previste?

180% per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro, 100% per la quota tra 2,5 e 10 milioni, 50% per la quota tra 10 e 20 milioni. Le aliquote si applicano in modo progressivo per scaglioni.

Serve ancora dimostrare una riduzione dei consumi energetici?

No, per i beni di trasformazione tecnologica e digitale non è più richiesto il requisito di risparmio energetico minimo (3%-10%) che era invece obbligatorio per la precedente Transizione 5.0.

Chi può accedere all’Iperammortamento 2026?

Tutte le imprese residenti in Italia e le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, senza limiti di forma giuridica, settore o dimensione, ad esclusione delle imprese in liquidazione, fallimento o soggette a sanzioni interdittive ex D.Lgs. 231/2001.

Quali beni sono agevolabili?

Beni materiali e immateriali nuovi, elencati negli Allegati IV e V della Legge 199/2025, interconnessi al sistema di gestione della produzione o alla rete di fornitura, oltre agli impianti di autoproduzione da fonti rinnovabili con relativi sistemi di accumulo.

Cosa significa “interconnessione” del bene?

Significa che il bene deve scambiare informazioni in automatico con il sistema informatico di fabbrica o con la rete di fornitura, tramite un collegamento documentato. È un requisito tecnico verificato in sede di perizia asseverata.

Come si accede materialmente all’agevolazione?

Tramite tre comunicazioni telematiche sulla piattaforma GSE NPTR5, accessibile con SPID: comunicazione preventiva, comunicazione di conferma entro 60 giorni con acconto minimo del 20%, comunicazione di completamento entro il 15 novembre 2028.

La perizia tecnica è sempre obbligatoria?

Sì. A differenza di alcune agevolazioni precedenti che esoneravano gli investimenti di importo contenuto, per l’Iperammortamento 2026 la perizia tecnica asseverata è richiesta indipendentemente dal valore del bene.

Chi può rilasciare la perizia tecnica asseverata?

Un ingegnere o un perito industriale iscritto al relativo albo professionale, oppure un ente di certificazione accreditato, che attesti le caratteristiche tecniche del bene e l’effettiva interconnessione.

L’Iperammortamento è cumulabile con altre agevolazioni?

In generale sì, con altre misure nazionali ed europee, purché non finanzino le stesse quote di costo e il totale non superi la spesa sostenuta. È invece esclusa la cumulabilità con il credito d’imposta ex art. 1 comma 446 L. 207/2024 sullo stesso investimento.

Cosa succede se un bene entra in funzione dopo il 2028?

La maggiorazione rileva dal periodo d’imposta in cui l’impresa trasmette la comunicazione di completamento al GSE, a condizione che il bene sia entrato in funzione entro lo stesso periodo. Il termine ultimo per la comunicazione di completamento è il 15 novembre 2028.

Gli impianti fotovoltaici rientrano nell’agevolazione?

Sì, se destinati all’autoproduzione e autoconsumo di energia da fonti rinnovabili, con moduli fotovoltaici di efficienza minima 23,5% prodotti nell’Unione Europea, e sistemi di accumulo con capacità fino al 105% del fabbisogno energetico medio annuo dello stabilimento.

È previsto un tetto massimo di risorse o un click day?

Ad oggi non risulta un click day né un tetto di spesa complessivo dichiarato per la misura: l’accesso dipende dal rispetto puntuale delle scadenze delle tre comunicazioni telematiche alla piattaforma GSE.

Perché rivolgersi a un consulente per l’Iperammortamento invece di gestirlo internamente?

Perché la misura combina requisiti fiscali, tecnici e procedurali (perizia, certificazione contabile, tre comunicazioni GSE con scadenze rigide) che richiedono competenze multidisciplinari: un errore in una di queste fasi può comportare il rigetto o la revoca del beneficio.

Vuoi sapere se il tuo investimento è ammissibile all’Iperammortamento 2026?

Ci contatti al numero 0825 1728628 o tramite il form qui sotto: un nostro incaricato analizzerà il tuo progetto di investimento e ti indicherà i prossimi passi per accedere alla piattaforma GSE.

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Contenuto redatto, verificato e approvato dal Team Tecnico-Ingegneristico di VBR Group. Le informazioni normative e gli aspetti tecnici relativi all’Iperammortamento 2026 sono costantemente aggiornati da specialisti in transizione digitale 4.0, perizie giurate e finanza agevolata. Contenuto aggiornato al 22 settembre 2026: verifica sempre i decreti attuativi più recenti prima di procedere.