Un nuovo schema di decreto legislativo è in fase di esame per recepire la Direttiva (UE) 2024/2831 del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 ottobre 2024, con l’obiettivo di migliorare le condizioni di lavoro nel settore delle piattaforme digitali. Questo intervento normativo organico avrà un impatto significativo sulla gestione della sicurezza e sulla trasparenza per le aziende che operano o si avvalgono di lavoratori tramite piattaforme digitali.
Cosa prevede la nuova normativa sul lavoro mediante piattaforme digitali
Lo schema di decreto legislativo (Atto del Governo n. 433) punta a dare attuazione alla direttiva europea integrandosi con l’ordinamento nazionale in materia di tutela dei dati personali, intelligenza artificiale, salute e sicurezza sul lavoro, e trasparenza delle condizioni contrattuali.
Il provvedimento si articola in 27 articoli distribuiti in sette capi principali:
Capo I – Disposizioni generali
Definisce i principi fondamentali e l’ambito di applicazione del decreto nell’ambito della digital economy.
Capo II – Corretta situazione occupazionale
Mette a punto i criteri per determinare l’effettiva natura del rapporto di lavoro, affrontando la delicata distinzione tra lavoro autonomo e subordinato (presunzione legale di subordinazione).
Capo III – Algoritmi e sistemi decisionali automatizzati
Regolamenta l’uso dell’intelligenza artificiale e del monitoraggio automatizzato per la gestione dei lavoratori, imponendo trasparenza e supervisione umana sulle decisioni che incidono sui lavoratori.
Capo IV – Salute, sicurezza e consultazione
Specifica gli obblighi di prevenzione ed estende l’applicazione del D.Lgs. 81/2008 (Testo Unico Salute e Sicurezza) anche ai lavoratori delle piattaforme, introducendo canali interni di segnalazione e consultazione.
Capo V – Trasparenza delle condizioni di lavoro
Impone alle piattaforme di fornire informazioni chiare e accessibili su compensi, assegnazione delle mansioni e valutazione delle prestazioni.
Capo VI – Privacy e canali di comunicazione
Disciplinala la protezione dei dati personali e garantisce ai lavoratori canali digitali protetti per interagire tra loro e con le rappresentanze sindacali.
Capo VII – Coordinamento normativo e finanziario
Contiene le norme per la raccordatura con la legislazione vigente e le relative coperture finanziarie.
Cosa devono fare le aziende per adeguarsi
Con l’imminente approvazione definitiva del decreto, le aziende che gestiscono o utilizzano piattaforme digitali dovranno programmare un piano di adeguamento tempestivo:
- Revisione della classificazione contrattuale: Analizzare i rapporti di collaborazione per valutare il rischio di riqualificazione da lavoro autonomo a subordinato e i relativi impatti contributivi.
- Adeguamento degli algoritmi aziendali: Verificare che i software gestionali o decisionali rispettino i principi di trasparenza previsti dal Capo III. Su questo aspetto, VBR Group offre la propria consulenza sulla normativa in materia di nuove tecnologie e sicurezza.
- Aggiornamento del DVR e Formazione: Integrare il Documento di Valutazione dei Rischi includendo i rischi ergonomici, psicosociali e legati all’uso di strumenti tecnologici. Sarà necessario erogare corsi di formazione sulla sicurezza specificamente adattati.
- Compliance Privacy (GDPR): Rivedere l’informativa sul trattamento dei dati personali e assicurarsi che l’uso di algoritmi monitorati rispetti le normative di tutela della privacy.
- Monitoraggio dell’iter in Gazzetta Ufficiale: Seguire i passaggi dell’Atto di Governo n. 433 prima della sua pubblicazione definitiva in Gazzetta Ufficiale.
Per una gestione completa delle nuove prescrizioni, una struttura esperta in consulenza e analisi specialistica aziendale può fare la differenza per garantire la piena conformità senza bloccare l’operatività aziendale.
Sanzioni e conseguenze in caso di inadempienza
Sebbene lo schema sia ancora in fase di approvazione, il mancato rispetto delle nuove tutele si rifletterà direttamente sulle sanzioni già previste dal Testo Unico sulla Sicurezza (D.Lgs. 81/08) e dalla normativa sul lavoro. Le violazioni in materia di privacy o l’omessa trasparenza sugli algoritmi espongono l’azienda a contenziosi di lavoro, riqualificazioni d’ufficio dei contratti e rilevanti sanzioni amministrative o pecuniarie previste dalle autorità di vigilanza, come sottolineato anche dal Ministero del Lavoro.
Domande frequenti
Chi sono i lavoratori interessati da questa disciplina?
Tutti i lavoratori che svolgono prestazioni organizzate o gestite tramite applicazioni, siti web o piattaforme digitali, a prescindere dal settore d’attività (dalla logistica ai servizi professionali).
Qual è l’obiettivo principale della Direttiva (UE) 2024/2831?
Promuovere condizioni di lavoro eque, garantire la trasparenza nell’uso degli algoritmi sul posto di lavoro e stabilire una corretta classificazione dello status occupazionale dei lavoratori delle piattaforme.
Quando entreranno in vigore le nuove norme?
L’entrata in vigore avverrà a seguito del completamento dell’iter parlamentare e della pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale.
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Questo articolo è stato redatto con il supporto dell’intelligenza artificiale e revisionato dalla redazione di VBR Group Srl.

