L’Intelligenza Artificiale (AI) e la robotica stanno ridefinendo rapidamente il panorama lavorativo, introducendo nuove opportunità ma anche sfide significative in termini di salute e sicurezza. Le aziende devono affrontare una transizione dal rischio industriale tradizionale a un “rischio digitale”, che richiede un approccio proattivo e un aggiornamento costante delle strategie di prevenzione per tutelare i lavoratori.
Cosa prevede la normativa in materia di nuove tecnologie e sicurezza?
La normativa italiana in materia di salute e sicurezza sul lavoro, principalmente il Decreto Legislativo 81/2008, impone ai datori di lavoro l’obbligo generale di valutare tutti i rischi presenti in azienda e di adottare le misure preventive e protettive necessarie. Questo principio di valutazione onnicomprensiva si estende naturalmente anche ai pericoli derivanti dall’introduzione di nuove tecnologie come l’AI e la robotica, anche in assenza di norme specifiche dettagliate per ogni singola innovazione. L’articolo 15 del D.Lgs. 81/08, ad esempio, sancisce il principio generale della “eliminazione dei rischi e, ove ciò non sia possibile, la loro riduzione al minimo in relazione alle conoscenze acquisite in base al progresso tecnico”, fornendo una base solida per affrontare i rischi emergenti.
In questo contesto, il panorama normativo europeo è in forte evoluzione. Il Regolamento (UE) 2024/1689, noto come AI Act, rappresenta un punto di svolta. Sebbene non sia una normativa diretta sulla salute e sicurezza sul lavoro, classifica i sistemi di intelligenza artificiale in base al loro livello di rischio, imponendo requisiti stringenti per quelli ad “alto rischio”, che includono spesso applicazioni in ambito lavorativo, come sistemi per la selezione del personale, la valutazione delle prestazioni o la gestione della sicurezza delle macchine. L’AI Act mira a garantire che i sistemi di AI immessi sul mercato europeo siano sicuri, trasparenti, etici e rispettosi dei diritti fondamentali, influenzando gli obblighi dei datori di lavoro nell’utilizzo di tali tecnologie. La sua piena applicazione avverrà in fasi successive, ma le aziende devono già iniziare a familiarizzare con i suoi principi.
L’INAIL, attraverso convegni e studi, sta evidenziando come la transizione dal rischio industriale al rischio digitale richieda un approccio multidisciplinare, che includa non solo aspetti tecnici e giuridici, ma anche psicologici e sociali. Le nuove frontiere della prevenzione devono considerare l’impatto dell’AI sulla salute fisica (es. interazione uomo-robot, macchine autonome) e, in misura crescente, sulla salute psicosociale dei lavoratori (es. stress da sorveglianza algoritmica, nuove forme di organizzazione del lavoro, isolamento).
Cosa devono fare le aziende per gestire i nuovi rischi?
Le aziende che intendono integrare o che già utilizzano sistemi di Intelligenza Artificiale e robotica devono adottare una serie di adempimenti pratici e strategici per garantire la sicurezza e la salute dei propri lavoratori. Il punto di partenza è sempre l’aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR):
- Aggiornamento del DVR: È fondamentale rivedere e aggiornare il proprio DVR per includere una valutazione specifica dei rischi introdotti dall’AI e della robotica. Questo include l’analisi dei rischi di natura fisica (es. interazione con robot collaborativi, malfunzionamenti di macchine autonome) e, in particolare, dei rischi psicosociali (es. aumento del carico di lavoro cognitivo, stress da performance monitorata dall’AI, isolamento, perdita di autonomia decisionale). La valutazione deve essere dinamica e prevedere revisioni periodiche.
- Formazione e Addestramento Specifico: I lavoratori che interagiscono con sistemi di AI e robotici devono ricevere una formazione adeguata e specifica sui rischi connessi e sulle procedure di sicurezza da adottare. Ciò include non solo l’addestramento tecnico all’uso delle nuove macchine, ma anche la consapevolezza sui potenziali impatti ergonomici e psicosociali. Anche i preposti e i dirigenti devono essere formati per riconoscere e gestire questi nuovi profili di rischio.
- Coinvolgimento delle Figure della Prevenzione: Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP), il Medico Competente e i Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) devono essere attivamente coinvolti nel processo di valutazione e gestione dei rischi. Le loro competenze multidisciplinari sono essenziali per identificare e mitigare i pericoli emergenti, inclusi quelli più complessi legati all’interazione uomo-macchina e agli aspetti cognitivi e psicologici.
- Progettazione e Acquisizione Consapevole: Le aziende dovrebbero privilegiare l’acquisto e lo sviluppo di sistemi di AI e robotici che integrino la sicurezza fin dalla fase di progettazione (Safety by Design). È cruciale verificare la conformità di tali sistemi alle normative vigenti e future, in particolare ai requisiti dell’AI Act per i sistemi ad alto rischio.
- Monitoraggio e Adattamento: Data la rapida evoluzione tecnologica, è indispensabile un monitoraggio continuo dell’efficacia delle misure di prevenzione adottate e un costante aggiornamento rispetto alle nuove conoscenze e alle migliori pratiche. Questo approccio dinamico è fondamentale per un adeguamento normativo HSE efficace.
- Consultazione e Dialogo: Promuovere un dialogo aperto con i lavoratori e le loro rappresentanze è cruciale per comprendere le loro percezioni dei rischi e per sviluppare soluzioni condivise che tengano conto del benessere organizzativo.
Sanzioni e conseguenze in caso di inadempienza
L’inadempienza agli obblighi previsti dal D.Lgs. 81/08, estesi alla gestione dei rischi derivanti dall’AI e dalla robotica, può comportare gravi conseguenze per i datori di lavoro, i dirigenti e i preposti. Le sanzioni possono essere di natura amministrativa e penale, con multe significative e, nei casi più gravi, l’arresto. Ad esempio, la mancata o incompleta valutazione dei rischi (omessa redazione del DVR) e la conseguente assenza di adeguate misure di prevenzione e protezione sono tra le violazioni penali più severamente punite dal Testo Unico.
Con l’entrata in vigore e la piena operatività dell’AI Act, si introducono ulteriori profili di responsabilità, sia civile che amministrativa, specificamente legati all’uso non conforme o non sicuro dei sistemi di AI, in particolare quelli classificati come ad alto rischio o vietati. Le sanzioni previste dal Regolamento (UE) 2024/1689 per le violazioni più gravi possono raggiungere cifre molto elevate, fino a un massimo di decine di milioni di euro o a percentuali significative (fino al 7%) del fatturato annuo globale dell’esercizio precedente, a seconda della gravità e della dimensione dell’impresa.
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Questo articolo è stato redatto con il supporto dell’intelligenza artificiale e revisionato dalla redazione di VBR Group Srl.

