DM 115/2024: Certificazione Competenze e Sicurezza Lavoro

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Il Decreto Ministeriale 9 luglio 2024 n. 115, pubblicato di recente, stabilisce la disciplina per i servizi di individuazione, validazione e certificazione delle competenze professionali di titolarità del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Questo provvedimento è di fondamentale importanza per datori di lavoro, RSPP e consulenti HSE, in quanto mira a standardizzare e rendere più trasparenti i percorsi di riconoscimento delle qualifiche professionali, con evidenti ricadute sulla qualità e l’affidabilità delle figure che operano anche nel settore della sicurezza sul lavoro.

Cosa prevede la normativa del Decreto Ministeriale 9 luglio 2024 n. 115

Il Decreto Ministeriale 9 luglio 2024 n. 115, emanato in attuazione del Decreto Legislativo 16 gennaio 2013, n. 13, definisce il quadro normativo per la gestione dei servizi di individuazione, validazione e certificazione delle competenze professionali. L’obiettivo primario è quello di assicurare la chiarezza e la portabilità delle competenze acquisite, sia in contesti formali che non formali e informali, all’interno del Sistema Nazionale di Certificazione delle Competenze (SNCC).

La normativa prevede che il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali disciplini i processi attraverso i quali le qualificazioni professionali di sua competenza vengono riconosciute ufficialmente. Questo include l’identificazione delle abilità e conoscenze possedute da un individuo, la loro validazione formale e, infine, la certificazione che ne attesta il possesso secondo standard predefiniti. Tale processo è cruciale per garantire che il mercato del lavoro, e in particolare settori complessi come quello della sicurezza, possa contare su professionisti le cui qualifiche siano riconosciute a livello nazionale e con criteri omogenei.

Un aspetto chiave del Decreto è l’enfasi sull’interoperatività tra gli enti pubblici titolari del SNCC, come già delineato nel Decreto Interministeriale 5 gennaio 2021. Questo significa che le competenze individuate, validate o certificate da un ente saranno riconosciute e valorizzate da altri, facilitando la mobilità professionale e la trasparenza delle qualifiche.

Il Decreto stabilisce inoltre che il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con il supporto tecnico dell’INAPP (Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche), predisporrà un rapporto annuale di monitoraggio e valutazione basato sui dati forniti dagli enti titolari delegati, garantendo così un controllo costante sull’efficacia e la coerenza del sistema.

Per il settore della sicurezza sul lavoro, questo Decreto rappresenta un passo avanti verso una maggiore formalizzazione e garanzia della qualità delle figure professionali. Dalla qualifica degli RSPP e ASPP, ai formatori in materia di sicurezza, fino agli addetti alle emergenze, la possibilità di avere percorsi di certificazione chiari e riconosciuti a livello nazionale contribuisce a elevare gli standard di prevenzione e protezione in azienda, in linea con le prescrizioni del D.Lgs. 81/08.

Cosa devono fare le aziende

Il Decreto Ministeriale 9 luglio 2024 n. 115, pur essendo un provvedimento di natura amministrativa e sistemica, ha implicazioni dirette per le aziende e i datori di lavoro, in particolare per quanto riguarda la gestione e la valorizzazione delle competenze del proprio personale in ambito HSE. Le aziende devono adottare un approccio proattivo per integrare le nuove disposizioni nella loro politica di gestione delle risorse umane e della sicurezza:

  • Verifica e Valorizzazione delle Competenze: I datori di lavoro devono prestare maggiore attenzione alla verifica delle qualifiche del personale impiegato in ruoli chiave per la sicurezza (RSPP, ASPP, preposti, addetti emergenze e formatori). La presenza di un sistema nazionale di certificazione più robusto facilita la valutazione dell’effettiva idoneità e professionalità dei collaboratori.
  • Adeguamento dei Percorsi Formativi: Le aziende dovrebbero rivedere i propri piani di formazione sulla sicurezza per assicurarsi che siano allineati con gli standard di certificazione delle competenze riconosciuti a livello nazionale. La formazione erogata deve mirare non solo al mero adempimento normativo (D.Lgs. 81/08, Art. 37) ma anche al conseguimento di competenze effettivamente spendibili e tracciabili nel SNCC.
  • Aggiornamento e Documentazione: È cruciale mantenere un registro aggiornato e trasparente delle qualifiche e delle certificazioni del personale. Questo non solo dimostra la diligenza del datore di lavoro nel garantire la sicurezza, ma semplifica la gestione del personale qualificato e agevola le procedure in caso di audit o controlli ispettivi.
  • Promozione dello Sviluppo Professionale: Investire in percorsi che portino al riconoscimento formale delle abilità migliora il profilo del lavoratore e rafforza la capacità dell’azienda di gestire i rischi in conformità con le normative vigenti, riducendo la probabilità di infortuni e malattie professionali.
  • Collaborazione con Esperti Esterni: Per navigare con successo in questo scenario normativo in evoluzione, può essere strategico avvalersi della consulenza specialistica di professionisti esterni, capaci di aiutare l’azienda a interpretare correttamente le disposizioni, mappare le competenze e implementare le migliori pratiche.

Non ci sono scadenze dirette imposte alle aziende dal DM 115/2024, in quanto esso disciplina i servizi di certificazione erogati dagli enti competenti. Tuttavia, l’obbligo di disporre di personale qualificato e competente, come previsto dal D.Lgs. 81/08, rimane costante. Il nuovo Decreto fornisce semplicemente un quadro più solido e oggettivo per valutare e dimostrare tali qualifiche professionali.

Sanzioni o conseguenze in caso di inadempienza

Sebbene il Decreto Ministeriale 9 luglio 2024 n. 115 non preveda sanzioni dirette per le aziende legate alla mancata certificazione delle competenze, le conseguenze indirette di una gestione superficiale delle qualifiche professionali possono essere severe, specialmente in relazione agli obblighi del D.Lgs. 81/08.

Il Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro impone al datore di lavoro l’obbligo di assicurare che le persone addette ai compiti di prevenzione e protezione, così come tutti i lavoratori, abbiano la formazione, l’addestramento e le competenze necessarie per svolgere in sicurezza le proprie mansioni. La mancanza di personale adeguatamente qualificato o formato costituisce una grave violazione della legge.

Per esempio, la mancata nomina di un RSPP in possesso dei requisiti professionali previsti dall’Art. 32 del D.Lgs. 81/08 (o l’affidamento dell’incarico a un soggetto privo delle competenze richieste) è sanzionata penalmente con l’arresto da tre a sei mesi o con un’ammenda da oltre 2.700 a più di 7.000 euro (Art. 55, comma 1, lett. b, cifre soggette a rivalutazione quinquennale periodica). Analogamente, l’omessa o insufficiente formazione dei lavoratori, preposti e dirigenti (Art. 37) comporta l’arresto da due a quattro mesi o un’ammenda che può superare i 5.600 euro, con importi incrementati in base al numero di lavoratori coinvolti.

In questo contesto, il DM 115/2024 fornisce alle aziende uno strumento oggettivo in più per dimostrare la conformità con gli obblighi del D.Lgs. 81/08. Non adottare i principi di verifica delle competenze promossi dal Decreto potrebbe rendere più difficile per l’azienda provare la reale “capacità tecnica” del proprio personale in sede di vigilanza o, in uno scenario peggiore, a seguito di un infortunio sul lavoro. La mancanza di competenze validate o certificate potrebbe essere interpretata dagli organi ispettivi come un indicatore di colpa specifica per inadeguatezza organizzativa.

Inoltre, le aziende che non investono nella trasparenza e nello sviluppo delle competenze rischiano di trovarsi svantaggiate sul mercato, in termini di accesso a bandi pubblici, percorsi di certificazione di qualità (come la ISO 45001) o nella capacità di attrarre e trattenere talenti qualificati.

Domande frequenti

Cosa si intende per “certificazione delle competenze” secondo il DM 115/2024?

La certificazione delle competenze è il processo formale attraverso il quale un ente pubblico titolare attesta ufficialmente che una persona possiede specifiche abilità e conoscenze professionali. Questo riconoscimento avviene dopo una fase di individuazione e validazione delle competenze acquisite (sia tramite percorsi formativi che tramite l’esperienza sul campo) e punta a garantirne la trasparenza e la portabilità all’interno del Sistema Nazionale (SNCC).

In che modo il DM 115/2024 impatta la sicurezza sul lavoro?

Il decreto offre un quadro più strutturato e standardizzato per la valutazione delle qualifiche. Ciò significa che le competenze di figure strategiche come RSPP, ASPP, formatori e addetti alle emergenze possono essere verificate secondo standard nazionali uniformi, aumentando l’affidabilità dei professionisti e rafforzando l’efficacia del sistema di prevenzione aziendale in linea con il D.Lgs. 81/08.

Qual è il ruolo del Ministero del Lavoro in questo processo?

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali è l’ente pubblico titolare delle qualificazioni professionali a cui si riferisce il provvedimento e ha il compito di disciplinare i relativi servizi di certificazione. Inoltre, con il supporto tecnico dell’INAPP, è responsabile del monitoraggio annuale e della valutazione dell’efficacia del sistema, garantendo l’aggiornamento e la coerenza dei processi.

Il Decreto Ministeriale 9 luglio 2024 n. 115 segna un passo importante verso una maggiore trasparenza e standardizzazione delle competenze professionali in Italia, con ripercussioni significative anche nel delicato settore della sicurezza sul lavoro. Per le aziende, comprendere questo scenario non è solo una questione di conformità, ma un’opportunità per rafforzare la propria cultura della sicurezza e valorizzare il capitale umano. VBR Group Srl è al vostro fianco per supportarvi in questo percorso, offrendo consulenza specialistica e servizi di formazione personalizzati per garantire che la vostra azienda sia sempre all’avanguardia.

Questo articolo è stato redatto con il supporto dell’intelligenza artificiale e revisionato dalla redazione di VBR Group Srl.

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